I Dalit e
il sistema delle caste

Dalit: una definizione

"Dalit" è il termine che si è recentemente affermato per indicare coloro che, all'interno del sistema delle caste, occupano la posizione più bassa e miserabile. Il termine Dalit (in Sanscrito “dal” significa “spezzare, spaccare, aprire”) è arrivato a significare cose o persone che sono tagliate, separate, stremate, disperse, oppresse o distrutte. A seconda della regione di appartenenza i Dalit sono chiamati con termini diversi, nomi che sempre hanno significati dispregiativi e che hanno in sé il contrasto di due termini: “noi-i-puri” e “voi gli-im puri”.

In Europa i dalit sono generalmente noti come intoccabili (o anche paria o fuoricasta).
L'intoccabilità è una pratica tipicamente indiana e fortemente legata alla divisione sociale in caste che porta a considerare altamente contaminanti per i membri delle caste superiori i rapporti con i persone che per nascita sono segnati da un'impurità permanente. In particolare è vietato ogni, contatto fisico (anche se frequenti sono poi gli abusi sessuali a scapito di donne intoccabili), la commensalità, l'usufruire di stesse fonti di acqua (come pozzi, rubinetti e fontane pubbliche), l'accesso ai templi e la partecipazione alle cerimonie religiose.

La condizione degli intoccabili è caratterizzata da estrema povertà, precarietà igienico-sanitaria e diffusa ignoranza. In genere la tradizione imponeva loro di vivere ai margini del villaggio e di occuparsi, generazione dopo generazione in attività considerate degradanti, come becchini, ciabattini e lavandai, attività che tutt’oggi la maggior parte delle famiglie dalit si tramandano nell’India rurale.

In altri termini, essi erano trattati come schiavi e non avevano alcuna possibilità di reclamare quanto era loro dovuto e neppure venivano loro riconosciuti dignità umana e onore.

Il sistema delle caste:

Il sistema indiano delle caste è forse la gerarchia sociale più antica del mondo che discrimina la persona umana e stratifica le persone dividendole in gruppi diversi. Aspetto fondante dell’Induismo, il sistema di caste comprende un complesso ordinamento di gruppi sociali che trae origine da una suddivisione del lavoro su base funzionale che, a sua volta, trova giustificazione sulla base di una purezza rituale. L’origine di tale organizzazione è molto antica e trae le sue radici storiche dall’invasione dell’India da parte delle popolazioni Indo Ariane 1. Le differenze di status sono tradizionalmente giustificate dalla dottrina religiosa del karma, la credenza che il proprio posto nella vita sia determinato dalle proprie azioni in una vita precedente. Una persona viene considerata membro della casta in cui è nata, e resta in quella casta fino alla morte. Col passare del tempo, le quattro caste si sono sviluppate in un mosaico sociale di 3000 sotto-caste, con gli Intoccabili in fondo alla lista, ed anzi, in effetti, fuori dalla lista. Si tratta di un sistema molto rigido: una persona nasce in una casta ed il suo status è predeterminato ed immutabile. La sua storia è scritta e viene decisa dalla nascita, nessun evento, o talento, o persona o ricchezza potrà cambiare questa condizione. Allo stesso modo, la casta in cui si nasce predetermina la vocazione che si perseguirà. Non c’è scelta. E’ la nascita a decidere l’occupazione della persona in questione.2




Sopravvivenza del sistema delle caste:

Il sistema di caste trova fondamento nelle Sacre Scritture Hindu. L’Induismo non è solo una religione: è una filosofia di vita che permea tutti gli aspetti sociali della comunità influenzando notevolmente anche i soggetti appartenenti ad altri credi religiosi.

Il sistema sostanzialmente protegge alcuni gruppi a discapito di altri. I detentori delle Scritture, i Bramini, che sono ovviamente a capo dell’intero sistema, hanno trasm esso nei millenni questo credo proteggendo quindi il loro predominio sociale. In quanto comandamento divino, qualsiasi infrazione, individuale o collettiva, equivale ad un peccato nei confronti del Creatore andando ad incidere nel Karma. In questo modo il sistema di caste ha finito con l’essere accettato dagli stessi paria.

Con le parole del dottor Ambdekar 3 , un altro espediente per rendere le caste accettabili a tutti fu la strategia di introdurre un esteso sistema di “gradi di inferiorità”, che dava a ciascuno la possibilità di avere qualcuno con un grado immediatam ente inferiore. Così, finché i Bramini erano in cima al sistema, con nessuna casta al di sopra di loro, la loro superiorità su tutti gli altri era assicurata. Sotto di sé il Bramino aveva il Kshathriya – sotto al quale c’era il Vaisya, sotto al quale c’era il Sudra – e i Sudra avevano gli Intoccabili sotto di loro. Cosìogni casta aveva almeno un gruppo al di sotto di loro. Questo compensava l’um iliazione di avere qualcuno al di sopra. Questi “gradi di inferiorità” rendevano tollerabile l’intero sistema.

I Dalit nell’India moderna.

Fin dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo si è andato diffondendo un variegato movimento di riscatto degli intoccabili. Grazie soprattutto all'intervento di Ambedkar, la Costituzione indiana, all'articolo 17, vieta la pratica dell'intoccabilità e ulteriori misure legislative sono intervenute a bandirla nelle sue varie articolazioni e a tutela di coloro che la subiscono. Tuttavia si è ancora distanti da una reale estirpazione di questo costume, anzi, pare che la crescita della consapevolezza tra gli intoccabili dei loro diritti e un miglioramento delle condizioni di vita di molti di loro, abbia sollecitato le ire e le rivendicazioni di altre porzioni della società hindu, provocando scontri e sanguinosi incidenti. Inoltre, quelle misure legislative promosse per sanare le disuguaglianze ereditate dal sistema castale, hanno avuto l'effetto perverso di rendere ancora più evidenti gli intoccabili, esponendoli maggiormente alla discriminazione ordinaria.

La mancanza di istruzione e formazione, nonché la discriminazione perpetrata a danno di coloro che cercano lavoro mantengono tutt’oggi questo giogo sui Dalit. Si stima, inoltre, che in India 40 milioni di persone, di cui almeno 15 milioni di bambini, siano sfruttate e sotto il giogo del "Bonded labor" termine che si riferisce, all’impiego di una persona in stato di schiavitù per ripagare un debito che, a causa degli alti interessi applicati e dei salari incredibilmente bassi, è praticamente impossibile ripagare tanto che si trasmettono cosìdi generazione in generazione.

L’intoccabilità, che si manifesta tuttora in molti aspetti della vita quotidiana, oltre a rappresentare una violazione dei diritti fondamentali, continua a costituire un ostacolo im ponente allo sviluppo ed alla realizzazione di una società che possa dirsi veramente democratica.

Altro aspetto rilevante della questione degli intoccabili è il tema della religione. Ambedkar, infatti, avendo sempre biasimato la dottrina hindu per la sua colpevolezza nell'aver diffuso e mantenuto pregiudizi 'castisti', decise, poco prima di morire, di abiurare l'induismo e abbracciare il buddhism o (rivale storico dell'egemonia sacerdotale hindu). A questa conversione, più politica che mistica, seguirono le conversioni, non necessariamente al buddhismo, di masse considerevoli di Dalit.

I Dalit sono ancora adesso vittime di emarginazione e abusi, trattati “come gli animali e anche peggio di loro”. Grazie a nuove legislazioni, essi ora godono di un certo aiuto nel campo dell’educazione e del lavoro ma il loro status sociale non è cambiato e rimangono ai margini della società. I partiti politici fanno di tutto per comprare i loro voti (anche materialmente), ma nonostante siano molto numerosi non riescono ad esercitare alcun potere nella politica indiana in quanto raramente si interessano ad essa.

Tra l'altro le quote garantite ai Dalit dalla Costituzione in materia di istruzione, lavoro e seggi parlamentari, non vengono mai completamente coperte: ai Dalit sono riservati il 22,5% dei posti, ma più della metà non vengono ricoperti su indicazione della Commissione statale per le caste e le tribù registrate (scheduled castes e scheduled tribes): nell'ambito del servizio pubblico i posti non ricoperti arrivano all'80% e per i posti di lavoro nelle banche statali al 45% . Per contro il 70% delle funzioni più qualificate sono ricoperte dagli appartenenti alla casta più alta, quella dei Bramini, sebbene rappresentino solo il 5% della popolazione.

Proteggere i Dalit non significa sostenere una posizione politica o religiosa. E’ un obbligo morale dell’intera umanità dare una possibilità di scelta a queste persone. Se la loro condizione fosse frutto di una decisione personale o di una sentita coscienza religiosa sarebbe assolutamente giustificabile. Chi conosce questa realtà ed ha avuto a che fare con questa gente, sa che fondamentalmente la loro condizione è frutto dell’ignoranza e dello sfruttamento da parte di persone potenti che intendono fermamente mantenere la loro posizione dominante. Dare cultura ai dalit significa dare loro una possibilità di riscatto culturale.












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